Sì, questo è un blog... C'è altro da dire? Insomma, ogni tanto ci scrivo qualche cazzata, come fanno tutti. Oh, non v'offendete, eh!
+ coniglio cattivo (perfido, direi)
+ De André, un mago della parola
+ eh, a saperlo prima...
+ eh, si sa, i sogni son dei sederi
+ feynman-kac (un ritrovo di cazzari con cui condivido l'uni)
+ gabbonet (sono fiero di essere beone)
+ il menzognero, giornale di punta della controinformazione
+ l'incubo delle ragazzine fuxia con tante kappa
+ la tana di un amico cobra
+ una finestra qualunque...
+ una personalità confusa
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Sezione I, dove dico quello che farò
Sezione II, dove dico quello che non farò
Sezione III, dove mi paro il culo
Liceo: all'inizio, per andarci, alternavo la condiscendenza di mia sorella a portare un secondo passeggero sullo Scarabeo verde acqua nuovo fiammante, al più prosaico autobus, con tesserino studentesco mensile lire trentamila. Avvenimenti degni di nota: quell'anno incontrai due volte il controllore. Due delle uniche tre volte di tutta la mia vita.
Ad un tratto: senza nessun motivo particolare, inizio ad andare a scuola in bicicletta. Piglio la mountain-bike che poltriva in cantina, di quelle comprate a centomila lire alla Standa, piccola, ma sempre una bici. Le salite all'inizio dure, ammorbidite poi dall'allenamento. Le ginocchia che mi si rafforzano, ginocchia che un tempo, quando salivano le scale, sembravano i tacchi di un tip tap per quanto scricchiolavano, poi diventate affidabili e solide. Il fiato, i polmoni... nove chilometri al giorno ad andare e tornare, per non contare gli spostamenti pomeridiani. Troppo stress per quella bicicletta. Le si rompe il telaio, spezzato di netto vicino al manubrio. Funerale scarno, con pochi intimi (uno solo: io), cerimonia sbrigativa: lasciata vicino a un cassonetto, sparita il giorno dopo.
Natale: come al solito non nevica. Ma il regalo non manca: una bicicletta, argentata, una city-bike, ibrido tra la mountain e quella da passeggio, alta, altissima. La mia gamba trova il modo di allungarsi pienamente. Tutte le biciclette di formato normale diventano alla stregua dei tricicli dei bambini per me. Avanti e indietro tra casa e scuola. Avanti e indietro tra casa mia e casa degli amici. Non importava che ora fosse. Capitava che tornassi a casa alle due su quelle due ruote alimentate dall'ATP dei miei muscoli. Sfasciai il portapacchi, lo rimontai. Sfasciai l'asse posteriore a furia di salire sfrecciando sui marciapiedi, lo feci riparare. Bucai le ruote, o se bucai le ruote, tante, tante volte. E dai ad applicare le toppette, finché le camere d'aria non diventavano la parodia di una camera d'aria, finché le toppette più anziane non decidevano di andare in pensione, e iniziavano a esalare il respiro odor gomma che era loro compito arrestare. E via, avanti e indietro, su e giù. Per tutto il liceo, poi gli esami di stato, e ancora l'inizio dell'università.
Pigrizia universitaria: aiutata dalla patente di tipo B, e la possibilità di usare quello Scarabeo non più nuovo, non più fiammante, ma solo un tipico vecchio Scarabeo, ma pur sempre un motorino. La bicicletta cessa di essere una piacevole necessità, e appare come un faticoso divertissement. Macchina, o alla peggio motorino. Bici? Per carità. Eppure a volte ritorna. Sì, ogni tanto. Poi, a fine primavera di quest'anno, riprendo a usarla, assiduamente. Un grande ritorno. Bello... Le si rompe l'asse anteriore. O meglio: le rompo l'asse anteriore una volta che devo rimettere la ruota e la stringo troppo, arrivando a spezzare quell'asticella di metallo. Archiviata in cantina, all'angolo, in immeritata punizione. Fino a oggi.
Non importa che piova.
Aaarghh! Il mio template!! In attesa che esso torni a calcare la blogosfera, debbo cambiare...
Niente di nuovo: ancora un mercoledì mattina qui, a saltare la solita lezione saltata del mercoledì mattina. Che materiaccia. Che fare?
Pioggia. Da ieri sera. Ininterrottamente. Coi suoi alti e bassi. Pure la pioggia ha i suoi alti e bassi, mica solo noi. Così stamattina sul presto c'è stato il nubifragio, qualcosa di monsonico direi. Il vento... ha staccato la tenda del mio balcone, e ha ricoperto la mia macchina di frammenti di un qualche esemplare del regno vegetale che non sono riuscito a individuare guardandomi attorno. Chissà ognuno di quei frammenti che viaggetto che si è fatto per andare a posarsi sulla patina di acqua che copre ancora il blu della mia carrozzeria.
Bello il vento, il vento mi piace. Peccato. Me lo sono perso. Dormivo. Quando sono uscito io praticamente c'era la calma piatta. Poi ha ripreso a gocciolare, un rubinetto cieleste chiuso male. Stranamente oggi non riesco ad apprezzarla questa pioggia. Mi è sempre piaciuta la pioggia, perché... non so perché... sono cazzi miei (mi raccomando pronunciato alla maniera straniera).
...
Err, dicevo, sì, la piggia (sono tre volte che sbaglio a digitarla, stavolta la lascio così, va): per dirne una, l'asfalto acquista una sua poesia quando è bagnato, e anche una certa personalità, soprattutto quando, dopo che gli angioletti sulle nuvole lassù si stancano di pisciare, acquisisce quell'odore (no, non odore di piscio, il piscio degli angeli non odora!)... Ma oggi mi dà pure un po' di noia. Sarà l'alzataccia. Magari molti si sturbano a sentirmi parlare di alzataccia riferendomi a una sveglia alle otto meno un quarto (ma come, io mi sveglio ogni mattina alle sei per prendere il treno e arrivare in tempo! Otto meno un quarto... phè, inezie, bazzecole, cazzabubbole!). Sti' cazzi. Per me è un'alzataccia. O forse, più che l'alzataccia, a non farmi apprezzare questa trasmissione cielo-terra di acqua è che proprio oggi volevo riprendere a venire qui all'uni in bici. Maledizione: una volta che riesco a sconfiggere la mia pigrizia, sono gli elementi a venirmi contro. Ma perseverò. Io perseverò. Mi sveglierò, in bici io andrò, e studierò, qualche cosa farò, sì, qualche cosa farò, qualche cosa di sicuro io farò: ... No aspè, non piangerò mica! Eeeh... non sono un gran conoscitore di Battisti, però questa canzone (Io Vivrò (Senza Te)) l'ho sentita interpretata live da un gruppo di cui non riesco proprio a ricordarmi il nome, voce femminile, piuttosto struggente.
Basta, mi faccio un giro. Passeggiare, sì, passeggiare sotto la pioggia. Ciacciacciao!
Ho ho ho ho ho!! Buon Natale!!
...
Err, questo incipit non ha nessun senso, roba che manco io riesco a giustificarlo. Scusate, ora devo passare un po' di tempo a grattarmi la testa guardando con cipiglio enigmatico le parole virtualmente vergate dalle mie dita.
...
...
Ed effettivamente mi stanno anche chiamando per mangiare. Non sono essere fatto di puri bit, per cui corro a sfamare le mie voraci cellule. Ma prima rendo permanente una frase dell'aforismifero:
"In media stat virus."
Anonimo
che si accompagna naturalmente ad un'altra frase che lessi anni or sono nella doccia di un campeggio:
"In omnia pericula, tasta testicula."
Anonimo
Sarà lo stesso anonimo?
"Chi non ride non è una persona seria."
Frederick Chopin
Bè, che dire... he he, he he hehe
hehehahahahhahhahahahauhuhuhuhihihihi
heheheheheuhuhihihuhhhhhhahahhahahahahah
hahhahhahahuhuhuhihihihahahah!!!!!
Girovagando in quel di internet ho trovato questo simpatico nonché gratuito (quindi simpaticissimo) sciorinatore di aforismi che potete ora simpaticamente notare a sinistra. Simpatico... Ogni 15 secondi una nuova frase.
...
Eccone un altro...
...
E ancora uno...
...
E continua!
Ehi cretino!
Eh, che c'è?
Ha ha, ti sei voltato!
Ma vaffanculo.
Ehi!
...
EHI! Non sto scherzando ora...
Che c'è, che minchia vuoi?
Che fai, non vai a dormire?
Dormire? Alle undici? Che palle!
Ma ti fa bene!
Sì certo. Che palle!
Dai, devi essere in forze. Se lo sei tu lo sono anch'io.
Che chierichetto che sei...
Siamo, ricordati, siamo.
Senti, ma non ti va di scrivere un po'?
Scrivere? Pensi che se mi andava veramente di scrivere rinvangavo sta cosa del dialogo a due tra me e me?
Cioè mi vuoi dire che ti stai costringendo a scrivere?
...
Allora?
No. Hai ragione. Avevo voglia.
Senti, allora a dormire ci andrai tu.
Okkei. Buonanotte.
... Aspè, così mi costringi a dormire pure a me...
Cazzi tuoi.
Bè, anche tuoi quindi.
Ma io voglio dormire, quindi sto a posto.
Quindi anche'io voglio dormire. Sto a posto anch'io.
Bene. Buonanotte.
Aspetta, non voglio rimanere solo...
Che scemo. Come fai a essere solo. Oddio, con te come compagnia, ogni tanto io vorrei pure starci da solo, ognuno per conto suo.
Ma non è possibile.
Comunque stavo scherzando. Ci sto bene con te. Cioè, con me. Poi mi diverto. E sto bene.
Io sto meglio quando sto anche con qualcun altro.
Che centra, certo, anch'io non mi va poi tanto di stare solo con te, cioè solo e basta...
Non dovevamo andare a dormire?
Sì, infatti. Vai, va, andiamo!
Buonanotte... ma davvero stai bene con me?
No, stavo scherzando.
Ah.
Scemo, sì che sto bene.
Ah.
Ma non riposarti sugli allori. Potresti fare anche qualcosina per farti benvolere di più.
Anche tu, se è per questo.
Sì, sì.
Sì, sì.
Non fare il pappagallo, non dire quello che dico io.
Mi è impossibile non farlo...
Aaaah, basta. Nanna!
'Notte.
Benvenuti a quest'edizione straordinaria del telegiornale.
La notizia è arrivata in redazione pochi minuti fa: oggi parttimeblogger è stato finalmente catturato. Ricordiamo che le sue ultime tracce risalivano a più di una settimana fa, quando, il due novembre, aveva lanciato il suo ultimo messaggio. Da allora parttimeblogger è stato latitante, una latitanza che però ha oggi avuto termine. In attesa del collegamento con il nostro inviato facciamo partire una breve scheda biografica.
Parttimeblogger: lui si ama definire un uomo che ha aperto un blog qualunque, e sono in molti a concordare. L'apertura de "Un blog qualunque..." risale alla notte del 16 settembre. Da allora il blog è andato avanti con alterne vicende. Persona schiva, parttimeblogger ha sempre evitato i media, che d'altronde non sono mai andati a cercarlo. Ascoltatore di musica, frequentatore di una manciata di blog, postatore saltuario, niente di quest'uomo pare degno di nota. E in effetti è così. Ma la scheda biografica toccava farla comunque.
Mi dicono dalla regia che è pronto il collegamento con il nostro inviato. Allora Aldo, cosa ci dici?
Sì, allora, parttimeblogger è stato catturato.
Dove si trovava al momento della cattura?
In casa sua. Le forze dell'ordine lo hanno trovato in mutande davanti al computer di casa sua.
Dunque si trovava in casa, con il computer funzionante, ma non ha postato sul suo blog per una settimana?
Proprio così Lino.
Ma a te è sembrato cosciente della gravità della sua situazione?
Mentre lo trascinavano via l'ho chiaramente sentito delirare su qualcosa come 'regola tre punto uno'. Quando ho intervistato il commissario responsabile dell'arresto mi ha riferito che era sua opinione che parttimeblogger stesse preparando la sua difesa arrogandosi l'incapacità di intendere e volere.
Ma torniamo al momento dell'arresto. Cosa stava facendo?
Come ti ho già detto stava al computer. Ascoltava musica a quanto pare.
Sei riuscito a sapere cosa?
Sì, allora, un attimo che prendo la lista. Sì, allora: Archive, Blackmore's Night, Enya, Portishead, Tiromancino. Una scelta rilassante.
Senti, al momento dell'arresto parttimeblogger ha addotto motivazioni alla sua assenza?
Assolutamente nulla. O almeno, nulla più di quello che ho già riferito. Comunque in breve dovrei avere più informazioni.
D'accordo. Allora ti saluto. Bene signori telespettatori, non perdete la prossima edizione del telegiornale dove parleremo più approfonditamente della faccenda. Buonasera.
Mmm, vedo ora che i miei due post precedenti finivano in tema alimentare... E allora? Bè, dai, questo iniziamolo nello stesso modo: ho appena fatto colazione. (ah, interessante, veramente, continua continua, voglio proprio sentire cos'hai da dire ora. Ma vaff...
)
...
Dopo aver scritto quest'incipit sono stato veramente un sacco di tempo ad usare un anagrammificio online, e più precisamente questo qua. Ad esempio di Berlusconi mi è uscito il burlesco in viso, o anche volendo il burlesco inviso.
(occhio! ricordati la regola II.1! Già quello che hai scritto sugli americani... ma chiuderò un occhio.)
Comunque di recente tra me e i miei amici, iniziata da Gab, è partita un'inarrestabile mania per gli anagrammi...
Ma parliamo totalmente di altro. Sì sì, facciamo un bel post sconnesso. Sì sì. Ormai la notizia della presenza del mio blog si sta spargendo tra i miei conoscenti (un saluto ai conoscenti: salve conoscenti!). Non ho sparso la notizia, ma neanche l'ho nascosta, fatto sta che mi sono anche fatto vedere su Gabbonet, che non fa troppo mistero dell'identità dei beoni. E ora? Bè, mi sono giunti un po' di complimenti per il mio modo di scrivere... Ora: parliamo francamente, anzi, scriviamo francamente. Io sotto sotto sono non poco superbo, lo ammetto. Non credo di essere vanitoso (anche se dicendolo un po' lo sconfesso). La vanità è superbia manifesta: devi mostrare agli altri quanto pensi di valere. La superbia si ferma al pensare di valere tanto, anche se poi magari traspare attraverso i pori delle idiosincrasie, o attraverso permeabili sguardi. Io credo (ricordo che ho delle riserve anche sull'autovalutazione) che sia ineluttabile parte della mia superbia il fatto di provare a essere modesto, disponibile, generoso, paziente (non dico di riuscirci, eh, anche se un po' lo penso...). È puro autocompiacimento quindi? Come al solito una parte di me è d'accordo, l'altra no. Principalmente non ho illusioni. In parte credo che tutte le virtù, le qualità umane di una persona siano comunque generate dal Primo Mobile interiore dell'autocompiacimento. Penso che consciamente o inconsciamente ci sia comunque l'egoismo alla base delle nostre azioni, per quanto altruistiche possano essere. Poi ovviamente ben venga che questa spinta egotica si traduca in "buone azioni"... Forse io seguo questo meccanismo un pelino più consapevolmente di molti, il che non è del tutto positivo magari. Perché il groviglio fa un po' corto circuito: provando ad alimentare virtù, la superbia crea in qualche modo anche un disprezzo di sé stessa. Complicato? Basta essere un pochino schizofrenici e il tutto fila liscio. He. Già già.
Come al solito ho preso un po' il volo: da che ero partito? (che, fai finta di non saperlo? patetico
)
Già, i complimenti per il blog... fanno piacere, in quanto alimentano la mia superbia. Però altrove nel mio cervello la superbia è lo sponsor della modestia, che genera imbarazzo ai complimenti stessi... D'altra parte, dagli abissi della memoria mi sovviene la frase di un libro caposaldo della letteratura mondiale: The Lost World di Micheal Crichton (il seguito di Jurassic Park per intenderci) (eh bè, capolavoro
): Kelly, la ragazzina adottata dal matematico Ian Malcolm (che strano, il mio personaggio preferito...), ha salvato con una botta di genio tutto il simpatico gruppetto. Sarah, la zoologa (mi pare fosse zoologa) compagna di Ian, le dice che quelle persone le devono la vita, al che modestamente la ragazzina risponde con un'alzata di spalle "Non proprio". Al che la cazzutissima Sarah le dice:
"All your life, other people will try to take your accoplishments away from you. Don't you take it away from yourself."
Sarah Harding, personaggio di The Lost World, di Michael Crichton
che sarebbe più o meno: "Per tutta la tua vita la gente porverà a portare via i tuoi risultati, non farlo pure te." Il fatto che a distanza di non-mi-ricordo-quanto cinque sei anni mi sia ricordato di questa frase, e di dove si trovava nel libro, penso possa testimoniare in parte della mia superbia... o no? In ogni caso i complimenti sulla scrittura, a me che da piccolo avevo la mezza idea di diventare scrittore (ma proprio mezza, e in effetti non ne ho appieno le capacità), fanno sicuramente piacere...
E qui parte la conclusione (era ora!
): questo post l'ho scritto nel giro di parecchie ore, sono stato interrotto a più riprese. Insomma, ci ho perso sopra una mattinata (ah, e già fa schifo, pensa in cinque minuti che facevi
)... Se continuo pure nel pomeriggio e nella sera, sarò un perdigiorno. Così lo sono solo a metà. Ma mi va bene. E per concludere, dico che forse, e sottolineo forse (forse), farò partire altri esperimenti di scrittura su 'sto blog. Il vero problema è trovare l'ispirazione, che da un po', lo ammetto, latita. E adesso, un modo veramente originale di chiudere un post:
ciao!
Ier sera mi sono travestito. Ebbene sì. Ho ceduto alla festa importata dal demonio americano. Il fatto che io non abbia molto rispetto per gli americani (non è che li odi, giusto la cricca dirigente merita odio, il popolo americano semplicemente lo biasimo...), non mi ha impedito di cogliere l'occasione per divertirmi. He. Fatemi causa. Odiare tutto quello che ha anche un vago sentore americano è proprio stupido. Secondo me, eh! IMHO, in my humble opinion, come si abbrevia online. A cosa voglio arrivare? Bè: andate pure a vedere Kill Bill. He. È fantastico.
Strano, un paragrafo e ancora non ho citato De André. Mah.
. Forse Il ballo mascherato sarebbe adeguato.
Già il costume, il costume, concentrati sul costume. Su idea della bella mia mi sono travestito da spaventapasseri, o meglio da spauracchio. Salopette nera comprata a 5 euro a Porta Portese, accuratamente strappata a colpi di forbice, scarponi se non proprio vecchi comunque anziani, camicia rossa a quadri, cappello da strega (3 euro in cartoleria) con la punta piegata in dentro e tanta paglia cucita sopra e sotto, e poi più in generale tanta tanta paglia dappertutto (paglia ottenuta gratis all'ippodromo Tor di Valle), da ogni tasca e strappo. Tocco finale: dipinte sul volto cuciture e occhiaie. L'effetto è stato molto carino. Penso che scannerizzerò e pubblicherò la foto appena sarà sviluppata. La mia bella invece era una stupenda gatta nera...
...
Ohi, ci sei?
...
OH!
Eh? Ah, sì, sì, ci sono, ci sono...
Che altro? Oggi sono un po' sciroccato, nel senso che c'è questo scirocco che porta caldo, ma rompe pure i maroni, ho dormito male e sono imbambolato. Mi sono svegliato poco fa e ho fame quanto una bestia che ha fame. Non necessariamente un lupo, eh. Una mangusta magari. O, perché no, un orso polare... Voglio cibo e lo avrò. Ciao!